Sei in: Home  > Alta Val Chisone > Parchi

Alta Val Chisone

Benvenuto!

I nostri parchi naturali







La Val Chisone parte da Pinerolo e si incunea all'interno delle Alpi Cozie fino a Sestriere. Prima in direzione nord-ovest poi, superato l'abitato di Usseaux, si orienta in direzione sud-ovest. La valle prende il nome dal torrente Chisone che la percorre in tutta la sua lunghezza pur nascendo dalla Val Troncea.
Il suo territorio ospita due Parchi naturali regionali e lungo lo spartiacque con la Valle di Susa ne tocca un terzo.
Dal gennaio 2012 queste tre aree protette sono gestite da un unico ente denominato "Ente di gestione delle aree protette Alpi Cozie"

Parco naturale della Val Troncea

Il Parco naturale della Val Troncea, che occupa gran parte del territorio del Comune di Pragelato, si trova a monte di questo: nella Val Troncea. Questa valle, caratterizzata dal profilo a U tipico delle valli di origine glaciale (dove non modificata dal corso del torrente), comprende un territorio molto particolare contraddistinto dal suo duplice aspetto: il rassicurante e dolce paesaggio alpestre del versante destro, ammantato da fitti boschi di larice e pino uncinato e da estesi pascoli d’alta quota, fa da contrasto con l’aspro versante sinistro dominato da imponenti pareti rocciose che precipitano per centinaia di metri sul greto del torrente Chisone.
L’Area protetta è situata tra i 1670 ed i 3280 metri s.l.m. e ospita una fauna di grandi dimensioni molto varia: cervi caprioli e camosci sono una presenza abituale. Tra il 1987 ed il 1988 è stato reintrodotto lo stambecco mentre il lupo, estinto in valle dal 1840, vi è ritornato spontaneamente nel 2000. Tra gli animali di piccola taglia i carnivori sono rappresentati da volpi, ermellini, donnole, faine, martore e tassi le cui prede sono rappresentate dalla lepre sia comune che variabile, dal topo quercino e dallo scoiattolo ed altri piccoli roditori. La marmotta colonizza l’intero Parco prediligendo i pascoli e le praterie alpine. Anche l’avifauna è molto ricca con oltre 60 specie di volatili tra cui il gipeto ed una coppia di aquile che ha scelto la valle come terreno di caccia oltre alle specie di volatili tipiche dell’area alpina come il gallo forcello, la coturnice e la pernice bianca. L’Ente di gestione dell’area protetta, in accordo con l’Associazione Pescatori di Valle e la Provincia di Torino, gestisce un progetto sulla reintroduzione della trota fario autoctona.
Nei boschi della Val Troncea, oltre al larice cresce il pino uncinato che forma poco sopra la borgata Seytes un raro bosco puro. Si trova poi il pino silvestre nonché radi boschetti di pioppo tremolo e betulle isolate che trovano spazio. Nel fondovalle, molto numerose sono anche le specie floreali che hanno ben meritato alla valle l’appellativo di “Valle dei Fiori”; in quota, al di sopra delle foreste alpine, sui terreni di recente formazione, si rinvengono stelle alpine e astri mentre sui suoli più ricchi di materia organica si trovano la viola calcarata ed il geo montano, mentre nei piccoli avvallamenti in quota dove la neve permane a lungo, distese di salici nani aprono la via ai popolamenti di soldanella alpina ed arabetta cerulea; oltre ai 2500 metri si rinvengono tra le altre specie la viola cenisia e la linaria alpina.





Parco naturale Orsiera Rocciavrè

Il Parco naturale Orsiera-Rocciavrè si estende per circa 11.000 ettari e abbraccia ben tre vallate: oltre alla Val Chisone, la Val Sangone e la Val Susa, ad una quota compresa tra i 1000 ed i 2886 metri sul livello del mare (monte Orsiera).
L'area protetta presenta delle caratteristiche morfologiche e vegetazionali alquanto diversificate, a seconda dell'esposizione: il versante della Val Chisone, esposto principalmente a sud, è caratterizzato soprattutto da ripide praterie alpine e da boschi di conifere (larici e pini silvestri); sul versante valsusino dell’area protetta è presente una notevole varietà di ambienti: boschi di latifoglie (faggi, frassini, aceri, betulle, maggiociondoli) e di conifere (larici, abeti bianchi), alternati a praterie; discorso a parte merita la Val Sangone, che è caratterizzata da un ambiente molto aspro: pietraie, valloni scoscesi e laghetti alpini che contribuiscono ad un suo fascino di particolare bellezza selvaggia.
Nel Parco sono presenti in gran numero e rappresentati praticamente tutti i grossi mammiferi tipici dell'ambiente alpino. Primo fra tutti il camoscio, che può essere osservato in branchi anche numerosi mentre pascola non molto lontano dalla strada del Colle delle Finestre. Altri ungulati presenti in gran numero nel Parco sono i cervi ed i caprioli, facilmente avvistabili in tutto il territorio montano delle Valli di Susa e Chisone, il muflone, animale non autoctono, introdotto per motivi venatori negli anni 60 nella vicina riserva faunistica dell'Albergian, il cinghiale e lo stambecco (quest’ultimo reintrodotto nel Parco soltanto nella primavera del 1995).
Naturalmente nel Parco vivono numerose altre specie animali la cui sopravvivenza è favorita dall'ambiente protetto. Sono presenti sia la lepre comune che la lepre variabile, oltre a volpe, ermellino, donnola, martora, faina, tasso e da qualche anno il lupo. Si avvistano facilmente lo scoiattolo e la marmotta.
Gli appassionati di avifauna non saranno certamente delusi da una visita al Parco Orsiera-Rocciavrè. Sono infatti state censite, tra stanziali e migratrici, oltre 100 specie di uccelli tra cui quelle tipiche e più appariscenti dell'orizzonte alpino, come il fagiano di monte, la pernice bianca, la coturnice. Tra i rapaci occorre ricordare la presenza dell'aquila, dell'astore, dello sparviere e della poiana. Interessante la presenza di alcuni rapaci notturni divenuti abbastanza rari, come il gufo reale e la civetta capogrosso, quest'ultima strettamente legata al ritorno del picchio nero, perché nidifica nelle sue cavità abbandonate.
Ma il Parco naturale Orsiera-Rocciavrè non è ricco solamente di attrattive paesaggistiche e naturalistiche, qui si trovano anche numerose testimonianze della presenza umana che risalgono fino al neolitico. Di particolare interesse il sito detto di Balm'Chanto, situato in Val Chisone. Scavi condotti in questo riparo sotto roccia hanno portato al rinvenimento di reperti risalenti alla media età del bronzo, in particolare ossa di cervo e di stambecco. In tutto il territorio del Parco sono diffusi massi e pietre recanti incisioni di varia morfologia comprese coppelle collegate da una fitta rete di canaletti. Due siti di forte interesse storico e culturale che ricadono nell’area protetta sono il Forte di Fenestrelle del XVIII secolo e la Certosa di Montebenedetto (nel Comune di Villar Focchiardo, Valle di Susa) del XIII secolo che meritano una visita dedicata ed attenta. Questo territorio è rimasto in gran parte ai margini dello sviluppo turistico di massa ed oggi rappresenta un angolo di natura pressoché intatta, dove la presenza umana è limitata alle attività agro-silvo-pastorali.









Parco naturale Gran Bosco di Salbertrand

Il Parco naturale Grand Bosco di Salbertrand fa capolino sullo spartiacque con la Val Chisone, sul confine del territorio del Comune di Pragelato e del Comune di Usseaux
Questa area protetta si estende sulla destra della Val di Susa (Alpi Cozie Settentrionali), dai 1000 metri slm ai 2600 dello spartiacque. E' stata istituita principalmente per proteggere la rigogliosa vegetazione ed in particolare le pregiate abetine e gli estesi larici-cembreti. E' occupata per il 70% da boschi, e per il rimanente 30% da pascoli e praterie di alta quota. Le oltre 600 specie vegetali censite creano una varietà di ambienti con una fauna anch'essa particolarmente ricca di circa 70 specie di uccelli nidificanti, e 21 specie di mammiferi, tra le quali dominano cervi, caprioli e camosci.
Di rilievo la presenza del Lupo accertata e continua dal 1997.



L' Ente di gestione delle aree protette Alpi Cozie si occupa anche della gestione e tutela di altre zone di territorio che si trovano in Valle di Susa di cui si dà un breve cenno.

La Riserva dell’Orrido di Chianocco che tutela l’unica stazione spontanea di leccio in Piemonte e comprende l’omonimo Orrido, una profonda incisione scavata nelle rocce carbonatiche dal torrente Prebèc.  Il clima poco piovoso e l’esposizione a sud favoriscono molte piante mediterranee rare sui rilievi prealpini, come appunto il leccio oltre a molte orchidee spontanee. Sulle pareti dell’Orrido nidificano il corvo imperiale, il gheppio e numerose taccole. Ricerche archeologiche hanno scoperto resti di insediamenti stagionali dal IV millennio a.C. all’età del Bronzo.

La Riserva dell’Orrido di Foresto che tutela il ginepro coccolone e l’Orrido scavato nella bastionata calcarea dal rio Rocciamelone. I suoi habitat secchi e caldi ospitano piante steppiche  e mediterranee, rare sulle Alpi, e molte orchidee. Nella riserva sono presenti caprioli, cinghiali, tassi e volpi e persino i camosci che qui raggiungono le loro quote più basse. L’avifauna è il fiore all’occhiello della riserva con rapaci come poiane, gheppi, sparvieri e bianconi oltre al raro gufo reale. Gli scavi archeologici hanno rinvenuto tracce di presenza umana già dal III millennio a.C. tale presenza è culminata in epoca romana con l’edificazione di un tempio dedicato alle dee Matrone.
 
I Laghi di Avigliana, di origine glaciale, in passato raccoglievano scarichi fognari che ne riducevano l’ossigeno disciolto; per questo l’ittiofauna è caratterizzata da specie cavedani, carpe e scardole, specie resistenti a condizioni eutrofiche, anche se non mancano il luccio, la tinca, l’anguilla, il pesce gatto e i tre persici. Oggi l’inquinamento è molto ridotto e i laghi hanno riacquistato una notevole naturalità. Numerosi volatili quali i germani, le folaghe, le gallinelle d’acqua e gli aironi si concentrano in questo luogo soprattutto nel periodo invernale e richiamano appassionati di bird-watching.

Per ulteriori approfondimenti, informazioni, notizie si consiglia di visitare il sito www.parchialpicozie.it o contattare info.alpicozie@ruparpiemonte.it.
CLICCARE SUI LINK SOTTOSTANTI per scaricare ulteriore materiale informativo.

 

 

(testo a cura dell’Area Affari Generali, Comunicazione, Fruizione ed Educazione dell’Ente aree protette Alpi Cozie)



*