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ROURE

Cenni storici su Roure e le sue frazioni








La Val Chisone è stata abitata dall'uomo fin dalla preistoria, ne sono testimonianza le numerose incisioni rupestri e reperti rinvenuti in diverse località (a Roure "Balm canto" e "Peiro d'la cru"). Non sono certe le popolazioni che abitarono queste valli prima dell'occupazione romana ma i toponimi fanno pensare a tre strati linguistici: preindoeuropeo, ligure e celtico. Probabilmente i liguri non abitarono le zone più elevate e forse furono cacciati dai celti la cui presenza nell'Italia settentrionale e nelle nostre Valli si pensa possa risalire dal VII secolo a.C. fino a quando i Romani si insediarono nelle nostre valli molto probabilmente nel I secolo a.C.
Intorno al 500 si registra l'occupazione dei longobardi delle Valli Chisone e di Susa a cui seguirono i Franchi a fine 700. È probabile che in questo periodo le nostre valli subirono le incursioni dei saraceni.
Intorno all'anno 1000 con la regina Adelaide il pinerolese passò sotto i Savoia, in questo periodo aumentarono le istituzioni religiose che fondarono nuove abbazie istituite non solo a scopo religioso ma anche per la gestione temporale del territorio.
Da Porte a Pragelato il territorio è stato annesso all'abbazia S. Maria di Pinerolo a partire dal 1064. Fu in questo periodo che si sviluppò notevolmente l'agricoltura, con relativo disboscamento e istituzione della pratica dell'alpeggio, ed è probabilmente a questo periodo che risale la nascita di agglomerati nelle zone più alte delle nostre montagne, insediamenti favoriti da un clima mite in quel periodo.
Dopo la morte di Adelaide (1091 circa) i signori di Vienne (Delfinato) invasero l'Alta Val Chisone portando il loro confine al Fons Olagnerii tra Castel del Bosco e Serre. A questo periodo risale la prima documentazione scritta dell'esistenza del villaggio alpino di Bourcet.
Le prime presenze valdesi si registrano agli inizi del XIII secolo.
Dal 1349 si passò sotto il dominio dei re di Francia. Alla fine del 1600 i Valdesi erano diventati la stragrande maggioranza che abitava le nostre Valli, ma l'annullamento dell'editto di Nantes, che dava loro maggiori libertà di culto, costrinse i valdesi a convertirsi al cattolicesimo o ad emigrare soprattutto in Germania dove fondarono villaggi che ancora riportano i nomi dei paesi della nostra Valle. Fu in questo periodo che il re di Francia stanziò notevoli somme per la costruzione in tutta la valle di nuove Chiese: S.Stefano a Castel del Bosco, della Visitazione a Bourcet, ricostruzione della Chiesa di Villaretto.
La distruzione del castello che da il nome al villaggio di Castel del Bosco risale alla fine del 1600, poco si sa di esso e sembra che esistesse già nel 1500, un piccolo rudere è quello che ne rimane ora nei pressi del mulino. I Francesi dominarono fino al 1709 quando la Valle passò sotto Casa Savoia che governò fino al referendum del 1946 quando l'Italia decise di costituirsi in Repubblica.
Il nome di Roure si ritrova nei documenti storici a partire dal 1484, e così rimase fino al periodo fascista quando fu modificato in Roreto Chisone, ha ripreso la sua denominazione originale nel 1975 in seguito a referendum popolare e conseguente legge regionale. Gli abitanti sono attualmente circa 950.

Dal Censimento dei Comuni del Regno d'Italia

"ROURE (Roboretum Pinaroliorum), comune nel mandato di Fenestrelle, provincia e diocesi di Pinerolo, divisione di Torino, Dipende dal senato del Piemonte....Ventisei borgate compongono questo comune: cioè Villaret, capoluogo, (infatti un tempo la sede del municipio era a Villaretto) Pigne, Glaisole, Clée, Villaret Damont, Flandre, Chateu Su, Serre du Villaret, Longe Femme, Grand Fajet, Petit Faiet, Balme, Chambeiller, Chargeoir, Vigneaux, Talmons, Chateau du Bois, Combal, Nonfliers, Mouli, Serre di Bois, L'Arrone, L'Albarée, Esserton, Garnier, Bourcet... (Segue una descrizione morfologica del territorio).
Di tutti i Comuni della Val Chisone, il più popoloso è quello di Roure, ma non è pari agli altri se si abbia riguardo alla qualità del suolo atto a coltivarsi, ad eccezione di Meano, diffatto i suoi prodotti non bastano alla sussistenza dei due terzi dè suoi abitatori, i quali suppliscono alle derrate che loro mancano coi mezzi dell'industria, e gli uni lavorano alla giornata, o filano la lana della fabbrica del Sig,. Arduin di Pinerolo, e il fioretto di alcuni fabbricanti di essa città, ed altri vengono in Piemonte a pettinare la canapa. Di non lieve soccorso per altro riescono ad essi i prodotti delle patate e delle castagne.
Non essendovi fieno sufficiente per alimentare il bestiame, recansi non senza rischio della propria vita a provvedersene nella sommità dei monti sui fondi comunali, e mescolano quel magro foraggio con la paglia per nutrire gli armenti nella stagione invernale. Ciò non di meno vi si mantengono 606 bestie bovine e 393 fra pecore e capre. Fanno eglino qualche traffico di bestiame,..., Si servono delle lane ad uso proprio. Non pochi di loro fanno tela e ne vendono quasi i due terzi negli altri comuni della valle e nella città di Pinerolo...
Di 1500 giornate è lo spazio che vi occupano le foreste comunali. Si fa in esse per uso delle famiglie qualche taglio di legna; ma nel sito indicato dal Sindaco a proporzione di registro: da questo taglio sono escluse le piante di alto fusto, e siccome non ve ne sarebbe a sufficienza pei bisogni dei terrazzani, essi puonno sradicare i ceppi a loro profitto...
Per riguardo ai prodotti vegetabili possiamo notare che si raccolgono annualmente grano emine 334, barbariato 262, segale 2098, orzo 2031, legumi e patate 5329, avena 2441, castagne 835, noci 258, fieno rubbi 7900, canapa 143, olio di noce 44. Riguardo ai prodotti animali si calcolano annualmente rubbi 59 di lana, 125 di formaggio, e 25 di miele, che riesce eccellente.
Sulla cima di un monte verso tramontana, nella regione detta la Rossa, a due ore di distanza dal luogo denominato Chargeoir si trova steatite bianca (talco scaglioso) compatta: la cava ne è abbondantissima; si riduce in polvere in un molino costruito a quest'effetto in Fenestrelle, e si spedisce in Francia. Nella stessa regione la Rossa evvi amianto morbido, di un bel bianco, lucente.
Nel comune di Roure esiste una fucina, in cui sono impiegati sei lavoratori durante sei mesi dell'anno.
Gli abitanti sono robusti, vivaci, e molto addetti all'agricoltura ed alla pastorizia."Rubbio=Kg. 9,221 Emina: l. 23,05”

Fonte: sito del comune di Roure

 



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